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In questo blog si parla di molte cose, principalmente sono argomenti scolastici ma non ti preoccupare..!



C'è uno spazio dedicato anche ad altro dove si discute ciò che avviene nel mondo. Vorremmo, con questo blog, comunicare il senso di ciò che vediamo accadere e coinvolgere chi ci vorrà leggere.




Visualizzazione post con etichetta Incontri. Mostra tutti i post
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mercoledì 23 marzo 2011

L'open-day sta arrivando...

Questa domenica, il 27 marzo, ci sarà l'open-day della nostra scuola dalle ore 14:30 alle ore 17:30. Ogni classe ha preparato la sua aula. Per esempio, io, con la mia classe, che è la III B, ho partecipato alla preparazione dell'aula che parla del viaggio attravesro il proprio destino e della ricerca di se stessi attraverso l'epica, e, quindi, l'Odissea, la letteratura inglese, e, quindi, Hamlet e Romeo e Giulietta, e la musica, e, quindi, alcuni musicisti come Beethoven, Bob Dylan... Vi consiglio di vederla perchè è veramente bella e profonda, però non vi anticipo niente, ovviamente per quelli che non sanno ancora cosa contiene, perchè è una sorpresa e spero che questa sorpresa verrà bene e che piacerà!!!

Teresa

martedì 22 marzo 2011

Cosa vuol dire, per te, la parola "vita???"

Per me, la vita è il dono più grande che potessimo ricevere, anzi, un regalo più grande non ci potrebbe mai più essere donato. Chi, però, ci ha donato questo regalo??? Chi l'ha aperto per noi, dato che noieravamo troppo piccoli per aprire un pacchetto quando siamo nati??? Cosa contiene??? Chi risponderà a tutte queste domande??? La risposta a tutto ciò è Dio perchè egli ce l'ha donato, egli l'ha aperto, egli ci è dentro col suo amore per noi, egli ci risponde... E, quindi, cos'è la vita??? Io risponderei ancora Dio perchè la mia vita, e spero anche la vostra, è determinata, scelta, decisa, piena, colma... di Lui. E per voi???

Teresa

sabato 5 marzo 2011

La 3b: non solo un nome...

Questo post è dedicato a tutti i miei compagni, a tutti i miei amici...
Solo tre anni fa ci conoscevamo appena, tutta la classe era divisa in piccoli gruppetti di due o tre persone, ma le cose erano destinate a cambiare... NOI eravamo destinati a cambiare... Eravamo destinati a crescere... Insieme...
Con il tempo ci siamo conosciuti meglio, ci siamo aperti gli uni con gli altri, siamo diventati amici, inseparabili, compagni di avventure, uniti come dei fratelli. Abbiamo litigato molto, abbiamo sofferto molto, ma tutto questo ci ha aiutato a capire che la realtà non è semplice, ci ha indirizzato a crescere...
In seconda media, con la gita ad Assisi, abbiamo compreso che si può stare bene anche senza i genitori perché c'erano i nostri amici, che per me formano una seconda famiglia, e con loro ci siamo divertiti un mondo.
Ora che siamo in terza rimpiangiamo tutti i momenti passati insieme, tutte le cavolate che abbiamo combinato perché tra pochi mesi ci dovremo separare, ognuno intraprenderà una strada diversa, ma spero soltanto di non perdere i contatti con voi. Mi avete cambiato la vita, l'avete resa unica, speciale, magnifica... Non voglio davvero separarmi da voi... Siete speciali... Vi avrò sempre e comunque nel cuore, con tutti i vostri pregi, ma soprattutto con i vostri difetti...


Merlo...3b

sabato 1 gennaio 2011

E PER VOI COSA CONTA DI PIU' NELLA VITA?


Io credo che nella vita tutto quello che si ha intorno sia importante, ma ci sono degli elementi che per ogni persona sono essenziali per vivere. Ovviamente per ciascuno sono differenti, e per questo ho voluto creare il seguente post: per capire a cosa voi tenete di più e che cosa vi dispiacerebbe maggiormente perdere.


Secondo me ci possono essere numerosi affetti o oggetti a noi cari. Io faccio molta fatica ad immaginare la mia vita senza la presenza dei miei amici, perchè grazie a loro sono cresciuta ed ogni giorno in loro compagnia supero tutti i problemi e le difficoltà. Tengo molto anche ai miei familiari, che mi hanno dato una casa e tutto l' amore per crescere bene.


Come per me contano molto i miei compagni e i miei amici, spero anch' io di essere importante per loro perchè, anche se sembra che ognuno possa farcela da solo nella vita, tutti, che ci piaccia ammetterlo o meno, abbiamo bisogno di qualcuno con cui condividere i momenti più belli e con cui confidarci.
Merlo...3b

venerdì 3 dicembre 2010

il post condiviso...............

Adesso avrei il desiderio di creare un post diverso da tutti gli altri!!!

Che ne dite di creare voi il post leggendo i commenti?

Vi metto alla prova!!!

Leggete il primo commento e continuate VOI!!!

Grazie mille!!!

Auguri!!!

martedì 30 novembre 2010

un Avvento tutti insieme

Dall'inizio dell'Avvento, ogni mercoledì mattina tutta la scuola si riunisce in palestra per cantare e pregare insieme. Tutto questo non dura molto tempo, circa venti minuti, ma durante il quale ognuno si impegna a non ridere e, quindi, a restare serio.
Secondo me stare tutti insieme è un'opportunità per conoscerci meglio e per rendersi conto che l'Avvento e la Quaresima sono momenti dove bisogna condividere tutto, a partire da un pomeriggio che si può passare con un amico e a finire con qualche parola detta a una persona che è sempre triste. Per condividere c'è bisogno, però, di stare insieme e questa è la causa del nostro incontro.
L'Avvento è un momento in cui ci possiamo preparare per la Venuta di Cristo che si fa Uomo.

I professori hanno scelto l'Avvento perchè è un periodo molto importante dell'anno durante il quale si attende (come dice la parola "Avvento") Cristo.

Comunque attendere insieme è più piacevole perchè ogni cosa che non si fa da soli è più bella.


Teresa III B

venerdì 12 novembre 2010

Guardami!!!!!!!!!!

Tutti coloro che hanno visto, anche di sfuggita, questo post, commentino
scrivendo il nome e il cognome!

Grazie!!!

sabato 6 novembre 2010

Una COMPAGNIA particolare

Stand-by-me è la cosa più bella che abbia mai incontrato e auguro a tutti di trovare una compagnia simile a quella alla quale partecipo anch'io con le mie amiche!!! Quando chiedo alle mie compagne se vogliono fermarsi pure loro mi rispondono negativamente o dicendomi che nessuno li può portare a casa. Secondo me, quando c'è una cosa alla quale vale pena partecipare, non bisogna fermarsi davanti a piccoli ostacoli. Altre persone mi dicono che non gli piace. Ovviamente questo non ha fondamenti perchè se non ci vengono come fanno a sapere se gli può piacere o no e se, invece, ci sono venuti non possono dire altro che "Stand-by-me è una COMPAGNIA particolare" con un sorriso enorme. Infatti non conosco persona che, dopo aver incontrato questa compagnia, sia stata triste o infelice. Io mi trovo bene e sono felice perchè mi capita di dire "Sì!" per cominciare alcune settimane, magari piene di verifiche, soltanto perchè mercoledì c'è Stand-by-me!!! Quindi non fate finta di non aver letto questo post, cogliete l'occasione, accettate la sfida e venite, anzi, correte!!!

Teresa III B

martedì 19 ottobre 2010

Un incontro molto speciale!!!

Noi ragazzi di III media abbiamo avuto un incontro con il professor Grimoldi che insegna lettere al liceo classico Don Gnocchi, di cui è preside. Al contrario di come ci immaginavamo, non ci ha parlato dei criteri coi quali scegliere la scuola superiore, ma ci ha spiegato cosa vuol dire frequentare la scuola secondaria di secondo grado. Dopo quest'esperienza abbiamo compreso quale sarà il nostro rapporto nei confronti dei compagni, dei professori e dei genitori. Secondo noi durante quest'incontro sono "venute a galla" questioni che ci hanno "aperto gli occhi" soprattutto in ambito umano, infatti il professor Grimoldi ci ha parlato di come affrontare la vita e instaurare un buon rapporto con amici e insegnanti perchè ci ha detto che diventeremo grandi. Nella nostra vita, dopo quest'incontro, è cambiato il modo di vedere le cose, ad esempio lui ha detto: "Un piccolo passo per un uomo è un grande passo per l'umanità!" Questa è una famosa frase di Neil Armstrong detta nel momento in cui stava per sbarcare sulla luna.



Il professor Grimoldi ha trasmesso a ognuno di noi qualcosa di particolare, di speciale, che è diverso per ogni ragazzo. A noi tre ha colpito il fatto che, quando parlava, si intravedeva la passione che provava verso il suo lavoro. Infatti lui aveva sempre il sorriso sulle labbra e da questo possiamo capire che, anche quando spiega ai suoi alunni, li coinvolge. Inoltre mischiava la vita scolastica con quella familiare e la comicità con la serietà. Il suo modo di parlare era "terra terra" e, anche se il concetto che voleva esprimere era difficile, noi lo capivamo facilmente grazie al suo linguaggio adeguato.
Quindi, grazie a questo incontro, siamo diventati più coscienti di quello che ci attende e, in base a questo, siamo in grado di scegliere la scuola superiore con più tranquillità, senza pressioni e timori.

Erica, Teresa & Linda...3B

lunedì 18 ottobre 2010

Incontro illuminante

Mercoledì abbiamo avuto l'immensa fortuna di saltare due ore di italiano a causa di un interessante incontro con il professor Grimoldi, meglio conosciuto come Zike, che ci ha parlato delle superiori.
In realtà, in contrasto con le nostre aspettative, non ha parlato della scelta ma ci ha spiegato che COSA SONO le superiori e che servono per " avviare il Processo di Responsabilizzazione Personale", come ha detto un nostro conoscente; cioè a farci crescere e maturare.
Inoltre ci ha fatto un discorso sulla scelta degli amici, che sono fondamentali per la crescita, però solo quelli veri; cioè coloro che non ti trattengono, ma ti lasciano andare e che quando sbagli te lo dicono in faccia senza giri di parole.
Questo incontro è stato molto interessante perchè ci ha fatto pensare alle superiori non come un luogo per geni studiosi ma un posto dove si incontrano persone, si fanno amicizie e si cresce grazie i professori e agli amici.
da Fonzy e Cami

domenica 9 maggio 2010

GRAZIE PERCHE' MI HAI AFFIDATO A QUALCUNO PIU' GRANDE DI NOI!

Oggi (come spero tutti sappiate..) è la festa della mamma o meglio Mamma. E' opportuno scriverlo con la "M" grande perchè senza di lei noi non ci saremmo. La Mamma è indispensabile per tutta la vita perchè è quella che più ti ha coccolato e la persona della quale non ne potresti mai fare a meno. E' vero.. vuole sempre avere ragione, si fa sempre le sue idee, è gelosa del papà, ti riprovera se in stanza c'è una pastello fuori posto... ma la Mamma è sempre la Mamma!
Purtroppo in tanti casi quella persona che ti trovi al tuo fianco non è la tua "vera" Mamma ma la mamma del Cuore. Quei figli più fortunati hanno sia la Mamma che li ha tenuti per nove mesi nel suo grembo che quella del cuore, mal che ti vada hai solo quella del cuore che sinceramente è la cosa più imortante. Tanti ragazzi adottati, con i quali ho avuto occasione di parlare, pensano di essere stati lasciati perchè non voluti.. ma se nessuno ti voleva allora tu ora non ci saresti stato! La Mamma è quella persona che ti sta a fianco nei momenti difficili e gioiosi, quando hai la febbre e quando cadi facendoti male.. La Mamma è quella persona che più di tutti ti senti tua e che ti vuole bene anche quando le dai piccoli dispiaceri. La Mamma è quella persona speciale che quando la guardi negli occhi ti viene da piangere, la Mamma è quella persona che vuole il meglio da te, la Mamma è quella che conosce tutti i tuoi segreti anche se tu non glieli hai confessati. La vera Mamma è questa.. quella persona semplice che nasconde dentro di sé tutto l'amore per il proprio figlio... e Mamme.. i Figli per voi rappresentano la verità, quel nodo in gola di estrema felicità. Grazie Mamma perchè senza di te non avrei potuto piangere, sorridere, mangiare, parlare, camminare, crescere.. ma soprattutto amare! Grazie!! Perché anche quando non ci sarai più, mi sarai ancora più vicina ed io potrò sentire la tua voce che mi sussurra una dolce canzone.. quella di quando ero piccola e mi cantavi quando al calar del sole speravi che m'addromentassi tra i sogni d'oro!
Grazie! Perché con te il sole non tramonta mai! Perché adoro le gite se non fosse perchè devo lasciare te! Perché ti accontenti di poco! Perché con te le parole, anche quelle più brutte, diventano armonia! Perché la mia tristezza con te svanisce! Perché con te non mi sento mai sola! Perché fai dei miei pensieri più soli una cosa vera! Perché nei tuoi occhi trovo qualsiasi cosa io cerchi! Perché tu mi hai lasciato a qualcuno più grande di noi! Perché con te le lacrime diventano acqua da non consumare! Perché tu mi dai sempre il coraggio di continuare! Perché ti sei sempre improvvisata artista per disegnare quello che io non riuscivo! Perché hai fatto di cose semplici un immenso stupore per me! Perché con te ho sempre ali per volare! Perché ti ho ritrovato in tutto quello che vedevo e facevo! Perché mi hai insegnato a guardare il mondo con la semplicità ma con la Bellezza con il quale lo vedevi tu! Perché hai giurato di essere la mia Mamma per sempre! Perché con te un attimo vale più di una vita intera! Perché insieme ne abbiamo fatte di tutti i colori! Perché tu mi hai accettato per come sono! Perché mi hai insegnato che scappare non serve a nulla! Perché con te tutto ha un inizio e mai una fine! Perché tu mi asciugerai sempre le lacrime! Perchè tu sarai sempre al mio fianco per proteggermi e mostrarmi tutto quello che la vita mi offre!
GRAZIE MAMMA!!!
Federica Proserpio

sabato 10 aprile 2010

9 APRILE 2010: FORMA E DIMENSIONI DELL'UNIVERSO

Ieri sera, ho partecipato alla conferenza sulla forma e le dimensioni dell'universo che si è tenuta al planetario di Lecco.
Non sto a fare spiegazioni scientifiche (anche perchè non ne sarei molto capace!!), ma vado subito alle risposte di queste due domande: che forma ha l'universo?, continuerà ad espandersi per sempre?
Per ciò che si sa ora l'universo è come la superficie di un palloncino: l'universo è la superficie , ma dentro e fuori non c'è niente.
Si sa anche che continuerà ad espandersi all'infinito ma prima o poi si spegnerà.
Qui metto il collegamento al sito del planetario di Lecco: andate a visitarlo!!

Marta

sabato 3 aprile 2010

UN INCONTRO IMPREVISTO...

Un incontro imprevisto - mercoledì 31 marzo - ci ha dimostrato che l'idea dell'albero di Pitagora è nata in una sala d'attesa grazie ad un pavimento di piastrelle di forma quadrata...!
Ecco: se tagliamo un quadrato a metà otteniamo due triangoli rettangoli isosceli.
Ne prendiamo uno.
Ora disegnamo sui cateti due quadrati e sull'ipotenusa un altro quadrato la cui area sia la somma delle aree degli altri quadrati disegnati sui cateti.
Osserviamo ora quanti "pezzi" triangolari sono comparsi in giro sul pavimento... Alcuni sono evidenti, altri sembrano un po' nascosti, ma se lo sguardo si affina e si allena...
Immaginiamo di essere Pitagora: il quadrato sull'ipotenusa va disegnato "inclinato". Come possiamo fare? Accostando un vertice di un altro triangolo rettangolo isoscele.
Così facciamo anche con quello e con i successivi. Sui nuovi triangoli che abbiamo disegnato possiamo costruire altri quadrati, andando così avanti all'infinito...
Bisogna però ricordare che questo è possibile anche con altri triangoli.
Proprio per ribadire che in ogni cosa c'è geometria...
Marta

giovedì 1 aprile 2010

MISTERO E MIRACOLO... ACCADONO!

Stelle... ma cosa sono le stelle? Come si sono formate? Dove si trovano? Perchè ci sono? Quante domande che ci siamo posti per capire cosa c'è oltre quello che riusciamo a vedere "da vicino"! Alzare gli occhi al cielo è la ricerca di ogni uomo per un sogno che forse verrà esaudito, per un emozione nuova.
Quanti misteri che possiamo vedere, quanti miracoli che abbiamo l'occasione di cogliere con il nostro sguardo. Penso che queste cose esistano: ne sono sicura, non possono non esistere. Realtà. Solo questa ci vuole per prendere con la mente, con il ricordo e l'anima queste oscurità di significato.
Ci devi credere che è un mistero, perchè fino a quado non capisci che quella cosa è inspiegabile, come fai a cercare di darle un senso? Tutti noi dobbiamo cercare il mistero, il segreto delle cose... Così saremo veri e capaci di rispondere a quelle domande; magari la risposta giusta non sarà la nostra ma ognuno ha una risposta diversa su un tema che è ancora da rsolvere. La risposta da esperto può dare più soddisfazione, e un nuovo Einstein può nascere dopo la lettura di qualche bel brano o dall'incontro di una persona appassionata di tali conoscenze, curiosa com'è la maggior parte di noi.
Qualcuno potrebbe aver già acceso la sua lampadina da astronomo dopo l'incontro al Planetario di Lecco. Personalmente mi è piaciuta molto questa uscita perché ho ritrovato le cose che avevo già appreso durante le ricorrenti lezioni di scienze e perché ha anticipato quello che per me ora è un mistero un po' risolto. Gli indizi ci sono, mancano solo ulteriori approfondimenti per unire i puntini e arricchire le mie conoscenze..

Federica Proserpio

mercoledì 20 gennaio 2010

IL CAMPO DI GRANTURCO

Il 5 ottobre 1941 venne pubblicato, su 'Il Messaggero' un racconto, scritto da colui che era all'epoca uno dei collaboratori del quotidiano: Cesare Pavese.
Il racconto si intitola 'Il campo di granturco'.

"Il giorno che mi fermai ai piedi di un campo di granturco e ascoltai il fruscio dei lunghi steli secchi mossi dall’aria, ricordai qualcosa che da tempo avevo dimenticato. Dietro il campo, una terra in salita, c’era il cielo vuoto. “Quest’è un luogo da ritornarci”, dissi, e scappai quasi subito, sulla bicicletta, come se dovessi portare la notizia a qualcuno che stesse lontano. Ero io che stavo lontano, lontano da tutti i campi di granturco e da tutti i cieli vuoti. Quel giorno fu un campo; avrebbe potuto essere una roccia impendente sopra una strada, un albero isolato alla svolta di un colle, una vite sul ciglio di un balzo. Certi colloqui remoti si rapprendono e concretano nel tempo in figure naturali. Queste figure io non le scelgo: sanno esse sorgere, trovarsi sulla mia strada al momento giusto, quando meno ci penso. Non c’è persona di mia conoscenza che abbia un tatto come il loro.
Quel che mi dice il campo di granturco nei brevi istanti che oso contemplarlo, è ciò che dice chi si è fatto aspettare e senza di lui non si poteva far nulla. “Eccomi”, dice semplicemente chi si è fatto aspettare, ma nessuno gli toglie lo sguardo astioso che gli viene gettato come a un padrone. Invece, al cielo tra gli steli bassi do un’occhiata furtiva, come chi guarda di là dall’oggetto quasi in attesa che questo si sveli da sé, ben sapendo che nulla ci si può ripromettere che esso già non contenga, e che un gesto troppo brusco potrebbe farne traboccare malamente ogni cosa. Nulla mi deve quel campo, perché io possa far altro che tacere e lasciarlo entrare in me stesso. E il campo, e gli steli secchi, a poco a poco mi frusciano e mi si fermano nel cuore. Tra noi non occorrono parole. Le parole sono state fatte molti anni fa.
Quando veramente? non so. E nemmeno so che cosa potevano essersi detto, un campo di granturco e un ragazzo. Ma un giorno mi ero certo fermato – come se con me si fermasse il tempo – e poi il giorno dopo, e un altro ancora, per tutta una stagione e una vita, davanti a un simile campo; e quello era stato un limite, un orizzonte familiare attraverso cui le colline, basse tant’erano remote, trasparivano come visi a una finestra. Ogni volta che avevo osato un passo dentro la selva gialla, il campo doveva avermi accolto con la sua voce crepitante e assolata; e le mie risposte erano state i gesti cauti, a volte bruschi, con cui scostavo le foglie taglienti, mi chinavo ai convolvoli, e di là dagli steli alti ficcavo lo sguardo al vuoto del cielo. C’era in quel crepitio un silenzio mortale, di luogo chiuso e deserto, che schiudeva nel cielo lontano una promessa di vita ignota, impervia e seducente come le colline.
Che il tempo allora si sia fermato lo so perché oggi ancora davanti al campo lo ritrovo intatto. E’ un fruscio immobile. Capisco d’avere innanzi una certezza, di avere come toccato il fondo di un lago che mi attendeva, eternamente uguale. L’unica differenza è che allora osavo gesti bruschi, penetravo nel campo gettando un grido alle colline familiari che mi pareva mi attendessero. Allora ero un bambino, e tutto è morto di quel bambino tranne questo grido.
La stagione di quel campo è l’autunno, quando tutti si ridesta nelle campagne dietro ai filare di granturco. Si odono voci, si fanno raccolti, di notte si accendono fuochi. L’immobilità del campo contiene anche queste cose, ma come a una certa distanza, come promesse intravedute tra i rami. Il dissecarsi delle foglie apre sempre maggiori tratti di cielo, rivela più nudamente le colline lontane. Si pensa anche a quel che c’è dietro, e alle presenze notturne sul ciglione della selva. Sale a volte nel ricordo il crepitio delle foglie gialle, e sgomenta come il trapestare di un passo ignoto e temuto, come il dibattersi di una lotta. Ormai, nella distanza, sono una cosa sola i falò notturni sui colli e l’imbrunire fra gli steli vaghi del campo. Rassicura soltanto il pensiero che chi si è buttato a terra nascondendosi è il ragazzo, e che dagli steli pendono grosse pannocchie che i contadini verranno a raccogliere domani. E domani il ragazzo non ci sarà più.
Queste cose accadono ogni volta che mi fermo davanti al campo che mi aspetta. E’ come se parlassi con lui, benché il colloquio si sia svolto molti anni fa e se ne siano perdute anche le parole. A me basta quell’occhiata furtiva che ho detto, e il cielo vuoto si popola di colline e di parvenze."


A quanti è accaduto di incontrare - come fece Pavese - un proprio campo di granturco...?


SB

lunedì 21 dicembre 2009

INCONTRO ALLA "COMETA"

Pensieri e riflessioni sull'incontro alla "cometa".